Il mio metodo
Quando ho iniziato il mio percorso professionale, mi sono resa conto che…
Quando si attraversa una perdita, una separazione, un burnout o un momento di forte cambiamento, il problema non è solo ciò che è accaduto: è ciò che quell’esperienza lascia dentro di noi.
Può lasciare confusione, paura, sfiducia, senso di smarrimento. Può far dubitare di sé stessi e allontanare da ciò che si sente e si è davvero.
Molte delle persone che incontro arrivano con la sensazione di essere bloccate: sanno che qualcosa non funziona più, ma non riescono a capire come andare avanti.
Per questo il mio lavoro non si concentra soltanto sul problema da risolvere, ma sulla persona che lo sta vivendo.
L’obiettivo è aiutare a ritrovare chiarezza, fiducia e contatto con sé stessi, affinché il cambiamento che si sta attraversando non diventi qualcosa che definisce, ma un passaggio che si può comprendere e attraversare con maggiore consapevolezza, e che può tirare fuori capacità che non si credeva di avere.
Il percorso è personalizzato e costruito attorno alla storia, ai tempi e ai bisogni di ciascuno.
Insieme lavoriamo per:
comprendere ciò che si sta vivendo e ciò che sta generando sofferenza oggi;
riconoscere gli schemi, le convinzioni e le dinamiche che mantengono bloccati;
riscoprire risorse e possibilità che in questo momento è difficile vedere;
trasformare le nuove consapevolezze in cambiamenti concreti nella vita quotidiana.
Il percorso si sviluppa generalmente in 10 incontri individuali e integra ascolto attivo, esercizi personalizzati, lavoro sulla consapevolezza interiore (cosa si prova) e corporea (cosa si sente), e strumenti pratici da utilizzare tra una sessione e l’altra.
Ciò che rende unico questo approccio non è una tecnica specifica, ma il modo in cui si guarda insieme ciò che si sta vivendo, oltre al fatto che sia creato e adattato alla situazione e all’obiettivo di ciascuno.
Spesso la sofferenza porta a fissare lo sguardo su ciò che manca, su ciò che si è spezzato o su ciò che si vorrebbe fosse diverso.
Il mio lavoro consiste nell’aiutare ad ampliare quello sguardo, affinché sia possibile riconoscere non solo la ferita, ma anche le risorse, le possibilità e la direzione che possono emergere da essa.
L’obiettivo finale non è semplicemente stare meglio:
è costruire una relazione più autentica e solida con sé stessi, così da affrontare il presente e il futuro con fiducia, autonomia e serenità.
Ho sviluppato un metodo creato a misura di ognuno…/creato per...
Ciò che rende unico questo approccio non è una tecnica specifica, ma il modo in cui si guarda insieme ciò che si sta vivendo. E’ inoltre creato e adattato alla situazione e all’obiettivo di ciascuno.
Spesso la sofferenza porta a fissare lo sguardo su ciò che manca, su ciò che si è spezzato o su ciò che si vorrebbe fosse diverso.
Il mio lavoro consiste nell’aiutare ad ampliare quello sguardo, affinché sia possibile riconoscere non solo la ferita, ma anche le risorse, le possibilità e la direzione che possono emergere da essa.
L’obiettivo finale non è semplicemente stare meglio:
è costruire una relazione più autentica e solida con sé stessi, così da affrontare il presente e il futuro con fiducia, autonomia e serenità
