Domande frequenti
Non c’è una lista di segnali “giusti” da spuntare. Spesso è più una sensazione diffusa: ti senti stanca anche quando dormi abbastanza, fai fatica a prendere decisioni che prima ti sembravano semplici, oppure noti che continui a girare intorno agli stessi pensieri senza arrivare da nessuna parte.
Può capitare di sentirti sopraffatta dalle emozioni, o al contrario di sentirti come “spenta“, distante da te stessa. A volte è la relazione con gli altri a farsi più difficile, fatichi a comunicare quello che provi, o ti ritrovi negli stessi schemi che ti fanno soffrire.
Se ti riconosci anche solo in parte in questa descrizione, non serve aspettare che le cose peggiorino per iniziare un percorso. Il momento giusto è spesso proprio questo: qualcosa dentro di te sta già chiedendo attenzione, e noi possiamo ascoltare cosa ha da dirci. Lo facciamo insieme, in un contesto sicuro.
Non serve aspettare di “toccare il fondo” o di avere già le idee chiare. Anzi, spesso è proprio la confusione, la stanchezza o la sensazione di essere bloccata il segnale che è il momento di fermarsi e ascoltarsi.
Se stai leggendo questa pagina, è probabile che qualcosa dentro di te stia già chiedendo attenzione. Non devi avere tutte le risposte per iniziare: il percorso comincia proprio nel punto in cui sei ora.
La prima sessione è soprattutto un momento per conoscerci. Non è un colloquio “da superare“, non devi arrivare con le idee chiare o un obiettivo già definito.
Ti chiederò di raccontarmi cosa ti ha portata fin qui, cosa stai vivendo, cosa senti, cosa vorresti che cambiasse. Da parte mia, ti spiegherò come lavoro e risponderò a qualsiasi domanda tu abbia sul percorso.
È anche il momento in cui capiamo insieme se il modo in cui lavoro è quello giusto per te: non c’è nessun obbligo di proseguire dopo il primo incontro. È uno spazio senza pressione, pensato solo per iniziare a fare un po’ di chiarezza.
Non c’è una struttura fissa uguale per tutti. Ogni sessione parte da dove sei in quel momento: da un pensiero che ti pesa, un’emozione che fatichi a nominare, una situazione che non riesci ancora a guardare con chiarezza.
Ascolto, faccio domande, propongo a volte esercizi o piccoli strumenti da portare con te anche fuori dalla sessione. Non c’è nulla da “fare bene”: non devi arrivare preparata, non devi avere già capito cosa ti sta succedendo. Il percorso comincia proprio da lì.
No, e questa è una distinzione importante. Il counseling è un percorso di accompagnamento e ascolto, orientato a chi attraversa una fase di cambiamento, una perdita o un momento di difficoltà, e cerca chiarezza, nuove risorse e una relazione più autentica con sé stesso.
Non è un percorso clinico né una terapia per la cura di un disturbo diagnosticato. Se durante il nostro lavoro emergesse la necessità di un supporto psicoterapeutico o medico, te lo dirò con onestà, e sarò felice di orientarti verso la figura professionale più adatta.
Il percorso individuale si sviluppa generalmente in 10 incontri, focalizzati sul tema che vuoi trattare, e che hanno in genere cadenza settimanale, ma con flessibilità rispetto ai tuoi bisogni e soprattutto in base alla tematica su cui lavoreremo: non è una regola rigida, ci sono persone per cui basta un solo ciclo di incontri, altre che sentono il bisogno di proseguire più a lungo. Valuteremo insieme, e sceglierai tu.
Quello che conta non è rispettare un numero, ma il ritmo che è giusto per te. Ne parliamo insieme, e possiamo sempre aggiustare il percorso strada facendo.
